10 indizi per riconoscere Il Turista Italiano a Londra

Dopo più di due anni da quando mi sono trasferita a Londra, sono riuscita a focalizzare e a separare quelle caratteristiche che mi riportavano a riconoscere i miei conterranei.
Perchè all’inizio non capisci, sai solo che quei due ragazzi di fronte a te in metropolitana ti sono familiari come se ci avessi trascorso l’infanzia insieme, e quella signora con cui ti sei appena scontrato per strada sembra proprio la signora Teresa, la vicina di casa di tua nonna (te lo giuro! Era lei!), ma in realtà non li hai mai incontrati in vita tua.
Siamo italiani e basta un’occhiata per riconoscerci l’un l’altro, nonostante tutto.
All’inizio é l’istinto, la madre patria che chiama attraverso dettagli che non riesci a decifrare, poi col tempo, nel mentre che ti amalgami e ti integri nel tuo nuovo mondo, inquadri, analizzi, capisci. Spesso mi viene chiesto da persone di nazionalità diverse: “Ma come fai a dire che sono italiani?” A volte é solo un’intuizione, spesso é tutto il resto.
Londra non é poi cosí lontana, ed é ormai la meta vacanziera più scontata per un weekend, quindi imbattersi in conterranei e riconoscerli é per me un esercizio giornaliero. Cosí sono arrivata a sintetizzare le mie osservazioni in 10 punti, sui quali penso ci troveremo tutti d’accordo. Alcuni ne rideranno, altri storceranno il muso e partiranno subito con la filastrocca del chi-sei-tu-per-etichettare-gggente-che-si-fa-il-mazzo-per-una-settimana-di-ferie. Io non sono nient’altro che un’italiana emigrata, osservatrice, e io trovo tutti noi molto buffi.

Dal più banale al meno conosciuto, quali di questi riconosci?
tourist

1. Urlare e gesticolare in pubblico
Non c’è niente che possiamo fare a riguardo. Se “La prossima è la nostra fermata!” non lo viene a sapere anche l’ultimo vagone del treno della metropolitana, non ha senso dirlo. Se gli altri intorno guardano spaventati è per via di quella teatralità che altrove è scambiata per disputa, rissa… fino a quando qualcuno dirà “Don’t worry, they’re Italians”.
E poi perchè non sottolineare tutto con le nostre ondulanti mani per esprimere l’assoluta urgenza e importanza delle proprie parole?
Io mi sono un po’ disabituata alla filosofia della mano parlante e quando ri-incontro amici e parenti finisco per perdere il filo del discorso perchè mi incanto ad osservare la magica coreografia delle loro mani.

2. Abbigliamento
Non vi lasciate prendere dall’orgoglio di essere italiani come i più famosi stilisti del nostro tempo, perchè qui siamo su un altro livello. Horror vacui è il dictat, tutto il resto è noia. Il berrettino di lana con Brand a caratteri cubitali (spesso Emporio Armani), la cinta grossa e sgargiante (spesso Gucci), il piumino traslucido (spesso Moncler), e ovviamente la-scarpina-da-tennis.
Sulla scarpina-da-tennis ci sono due scuole:
a. Hogan : le origini del successo e dell’accattivante (ma che davèro?) estetica di questa scarpa sono rimaste ignote, fatto sta che la si trova nella maggior parte degli esemplari di sesso femminile di età compresa tra i 20 e i 65 anni, in varie e mai ben capite combinazioni di colori;
b. la scarpina bianca, intonsa, IMMACOLATA: perchè la scarpa sportiva bianca sia tassativa quando si va in vacanza a Londra è un inspiegabile mistero, e poichè rimanga bianca tutta la permanenza lo è ancora di più.
Inutile elencare l’ammontare di marsupi e borsine pro capite, perchè state ancora cercando le chiavi della stanza dell’albergo nella tasca interna del borsello n.3.

3. Occhiali da sole
Poco importa controllare il meteo la mattina, chisssenefrega se a Londra piove tre quarti dell’anno, gli occhiali da sole sono IL simbolo. Vacanza: modalità ON, anche se sono le 8 di sera e sei in un pub. Questa è un’abitudine dura a morire, io ne soffro tuttora.

4. Pane e Caffè
A Londra, cosí come altrove nel mondo, non servono il pane a prescindere dall’ordinazione. E l’espresso non sarà mai buono come quello che serve Gigi il Troione sotto casa. Lo so, mangiare-senza-pane è un oltraggio alla vita, e l’espresso non è come la Coca-Cola, uguale ovunque, ma offendersi con camerieri e baristi non migliora la situazione. A meno che non ci sia Gigi il Troione in persona nei paraggi, allora vale un tentativo.

5. I supermercati non sono vostri nemici
Da Tesco a Marks & Spencer, il centro di Londra è tempestato di supermercati, quindi se i ristoranti non vi sconfifferano, sarebbero da esplorare. Raramente mi è capitato di incontrare turisti italiani al supermercato, anche fosse solo per una bottiglietta d’acqua. Capisco che l’assenza del Salumiere che prepara lo sfilatino sul momento possa turbare, ma doughnuts e 50 sfumature di sandwich dovrebbero compensare la perdita. Entrata libera.

6. Modalità Investigativa
Gruppi di due o più individui che si posizionano nei divanetti della metropolitana in silenziosa osservazione del prossimo ma attaccati al proprio branco con la Saratoga. Eye-contact pronto per scannerizzare ogni essere vivente entrante o uscente dal treno, body-contact col proprio gruppo per trasmettere dati via bluetooth. Fino a quando non è stato individuato il soggetto d’investigazione preferito, in genere
a. personaggio eclettico, dal look stravagante
b. personaggio di una non contemplata eleganza, perchè sobrio e privo di firme a vista
c. ATTENZIONE: c’è un altro italiano nel vagone.
La scannerizzazione è obbligatoria fino alla fine della corsa, e non ha nessuna importanza se il soggetto in questione se ne accorge, lo scannerizzatore è in missione speciale, non può distogliere lo sguardo. Chiamasi anche “discrezione alla James Bond”.

7. Modalità Cibo
Il turista italiano ha spesso orari predefiniti in cui il sacro rituale del pasto va osservato. Ma in ogni caso è praticamente impossibile vederne uno che mangia camminando o dentro la metropolitana. In quest’ultima istanza anche perchè è troppo impegnato nella suddetta Modalità Investigativa. Tuttavia, io stessa non riesco a rompere il rituale del pasto, è un vero sacrilegio.

8. For miii
Vi troverete in coda per ordinare la vostra dose di caffè giornaliera (no, non l’espresso di Gigi il Troione), o magari siete proprio voi che state prendendo gli ordini al bancone quando la persona esordisce con un cantato “For miihi…” che precede in genere l’ordine Cappuccino, e in quel momento saprete che siete di fronte a un turista italiano 2.0, versione umana del traduttore di Google.

9. L’inglese lo so
Quando un altro italiano chiederà al nostro soggetto (giovane) “Come va con l’inglese?”, questa è la risposta, automatica e sicura. Peccato che l’inglese non si sa, ma si parla e non si smette mai di imparare, senza mai arrivare a saperlo. A meno che per saperlo non s’intenda saperne l’esistenza…

10. Ma è pieno di italiani a Londra!
Capita spesso che un italiano emigrato si rivolga al turista nella propria lingua per stabilire un contatto più amichevole, subito raggelato da un’esclamazione del genere, spesso accompagnata da una smorfia. Il turista è completamente ignaro di
a. aver di fronte un altro italiano finchè quest’ultimo non parla nella stessa lingua
b. del proprio basso livello di inglese, oltre che dell’alto volume con cui si esprime in italiano. Se qualcuno viene in soccorso, in genere si dovrebbe esserne grati.

Quanti indizi avete spuntato?
Da 0 a 3 – siete emigrati o siete troppo orgogliosi per ammettere che vi muovete solo con un set di borse da 7 pezzi
Da 4 a 6 – gli occhiali da sole li tenete a portata di mano, le Hogan solo se potete avere la collezione Mondiali 2014
Da 7 a 10 – l’inglese lo sapete. Siete Gigi il Troione.

Advertisements

2 thoughts on “10 indizi per riconoscere Il Turista Italiano a Londra

Tell us what you think

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s