Londra: the Endless Tale

Dipingo gli oggetti come li penso, non come li vedo. (Pablo Picasso)

Tre anni fa ho messo in valigia la collera, come direbbe Caparezza, e sono approdata nella città dei miei sogni di bambina, quelli dove i Beatles erano cartoni animati, eroi con un sottomarino giallo trasmessi sul dimenticato canale TeleMontecarlo, e quelli dove Geri Halliwell era ancora nelle Spice Girls con la bandiera inglese a forma di vestitino paiettato (aiuto, sto invecchiando, ma se te li ricordi mi fai buona compagnia).The_Beatles_Cartoon

Ho trovato Londra come me l’ero immaginata, con qualche sfumatura in più.
Affollata, nuvolosa, ma molto simile a una benevola anziana signora che accoglie orfani e li tiene con sé, finché ognuno di loro non trova la propria strada.
Quanti pensieri e quanti sogni hanno attraversato le vie di Londra?
Un brusio assurdo e assordante, perché’ Londra è una di quelle città che non dorme mai. Io ne sono sempre rimasta affascinata.

C’è chi dice che Londra è perfetta per lo shopping o per un weekend, chi la odia perché’ dice che-a-Londra-sei-solo-un-numero. Qualcuno amerà i pub, qualcuno i parchi, qualcuno dirà che gli piacciono gli inglesi!

Io vedo Londra come una scatola di latta, molto simile a quella che Andy Dusfresne lascia a Red quando esce di prigione in The Shawshank Redemption, preziosa e ricca, con dentro le chiavi per aprire le porte del mondo. shawshank boxNella mia scatola però ci sono persone e personaggi che raccontano le proprie storie. A volte non lo fanno, ma sono io che le invento osservandoli quando incrociano la mia strada. Colori, voci e suoni che rimangono incollati a un viso diventano improvvisamente le storie che sussurrano e implorano di diventare dipinti completi nella mia mente, eventualmente parole su qualche pagina ancora bianca.

Ho sempre amato osservare la realtà a me circostante, e devo ammettere che il mio soggetto preferito sono sempre stati gli umani. Nel mio primo periodo a Londra, mentre andavo alla scoperta della città, il momento migliore era viaggiare nella metropolitana perché incontravo per pochi secondi migliaia di storie mai raccontate, racchiuse negli occhi e nei gesti della moltitudine di persone che viaggiavano con me. Io sono convinta che ogni storia ha il suo fascino, anche se non tutte vanno narrate.
Londra è per me un set cinematografico, come pure un libro di mille fiabe, quelle con le illustrazioni che mai abbandoneranno le tue memorie.

Inutile dire che non esistono solo le storie eccezionali, quelle di ogni suo abitante e visitatore. Londra serba i suoi peculiari personaggi. Coloro che fanno parte del plot delle storie di tutti noi, poiché sono il cast della città, l’accento che rende Londra il luogo che abbiamo definito nella nostra mente.

Sono conosciuti a tutti, ma sono talmente intrinsechi a Londra che si finisce per non vederli più come personaggi ma semplicemente come parte della cornice di elementi che fanno parte della natura di questa città. Potremmo dire che fanno parte del Matrix, e rendere tutto più affascinante.

Questa è la mia rubrica dedicata a loro, i soggetti che rendono questa città magica e misera, vera e vile, frenetica e ferma nella sua unicità, sempre pronta a stupirti e divorarti nel nonsense delle sue speciali regole.

Magari non lo sai, ma anche tu sei parte del cast.

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One thought on “Londra: the Endless Tale

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