Io sto con i mediocri.

Henri Cartier-Bresson, Le musée Tretyakov, Moscou, URSS, 1972. © Henri Cartier-Bresson/Magnum Photos.La percezione della realtà dipende molto da che parte ti prepari a vederla. La finzione ha spesso un riflesso più piacevole. Io preferisco la ruggine della verità, dove ogni sfumatura è speciale, anche se non l’hai notata.
E hanno ragione i mediocri in questo. Ma non tutti, solo quelli veri.
I finti mediocri smaniano per eccellere ed essere speciali senza esserlo mai. Affibbiano l’etichetta al mondo circostante, quegli stessi che decidono cosa è loro e cosa è degli altri, sempre con le etichette. Loro non sono mediocri.
Io sto con quelli veri. Quelli che stanno in silenzio e non pretendono di fare la fila quando distribuiscono qualità e ruoli. I mediocri non si lamentano, perché nessuno li ascolterebbe e loro lo sanno. I mediocri non ti dicono quanto è facile far tutto, perché non hanno idea di come cominciare, ma non cercano di farti capire il contrario. Sono onesti sui limiti e le possibilità.
I mediocri non giudicano, perché non acclamano il giusto e non additano ciò che è sbagliato. Sono sordi e muti, sono gli impermeabili umani sui quali i non-sense degli altri scivolano come acqua piovana. Sono modesti, ma non se ne vantano. Terminano le proprie mediocri giornate senza venirtelo a dire. Mangiano tre volte al giorno e non mettono il bando subito dopo. Leggono libri e non lo vedono come un traguardo. Vanno in palestra ma non osservano gli altri, sono mediocri e ci sarà sempre qualcuno migliore e peggiore di loro. A volte preferiscono il nero, ma poi magari decidono di optare per il bianco senza che tu lo sappia mai, perché non intendono dirtelo. Si commuovono senza che nessuno veda le lacrime. Potrebbero pure ricevere un complimento o una pacca sulla spalla, ma non c’ è nessuno a testimoniarlo.
I mediocri hanno un gusto proprio senza doverlo condividere con nessun altro perché venga approvato. Non sottolineano che mangiano poca carne con i vegani, né fanno l’elogio del bacon con carnivori. Falliscono e si rialzano e continuano a camminare anche controvento senza pensare di doverti rendere partecipe. Procedono con pazienza, a volte senza mai arrivare, ma col cuore leggero di chi non aspetta applausi o schiaffi.
I mediocri non vogliono essere presi come esempio perché non si sono posti il problema di essere interessanti. Non studieranno ingegneria elettro-antana-sblinda-con-scappellamento-a-destra per poi dirti che è facile trovare lavoro a Shanghai, né raglieranno contro chi cambia rotta e vita solo perché loro non hanno le palle di farlo. Non esporranno la propria mediocrità alla ricerca di qualcuno che prima o poi la consideri eccellenza. Non cercano approvazione o disdegno.
Non seppelliscono paure, non soffocano sogni, non succhiano anime, non aspirano a essere come te, non desiderano che tu sia come loro.
Trovano la pace dei sensi nelle proprie giornate, non perché si accontentano di essere mediocri ma perché ignorano il dovere di essere qualcos’altro.

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3 thoughts on “Io sto con i mediocri.

  1. Mi fa piacere incontrarti e ti ringrazio.
    A somme linee io direi che hai rappresentato quello stato di ‘pacatezza’ che Seneca descrive nel suo La serenità dell’animo.

    sherasommessamenteunsaluto

    • Ciao, e grazie a te per il commento e il sommo paragone 🙂
      La misura e’ un filtro antico e poco usato per vedere la realta’. Concordo con Seneca nell’avvicinarla a un approccio non passivo. Ma e’ fuorviante nella societa’ attuale, perche’ sempre considerata con un’accezione negativa.

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